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"La Repubblica Romana e lo sbarco dei Francesi a Civitavecchia"
Relatore: Dott. Angelo CIOFI IANNITELLI
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Interessante relazione quella svolta il 19 giugno u.s. dal Dott. .CIOFI IANNITELLI nel consueto sabato culturale dell'Associazione "Il Conservatorio" e particolarmente centrato il tema scelto che rientra nell'alveo dei molti incontri programmati dalla nostra Associazione per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Coadiuvato dalla proiezione di una serie di ottime illustrazioni il Relatore ha introdotto l'argomento evidenziando come la nascita e l'eroica difesa della Repubblica Romana del 1849 abbia rappresentato il punto più alto della nostra epopea risorgimentale.
Alla sua costituzione concorsero infatti i più illustri patrioti come Mazzini, Saffi e Armellini che ne ebbero il governo (triunvirato) e a difenderla in armi accorse il fior fiore della gioventù italiana e non solo italiana (legione polacca) che riuscì validamente a contrastare lo strapotere delle truppe francesi al comando del Generare Oudinot inviate da una Francia che paradossalmente prevedeva nell'articolo 5 della sua Costituzione di rispettare le altre nazionalità e di non usare la sua potenza militare contro la libertà di un popolo.
Per i difensori della Repubblica la lotta fu consapevolmente impari e senza alcuna speranza di vittoria, ma il loro eroismo suscitò l'ammirazione degli stessi avversari e soprattutto dimostrò al mondo quanto essi anelassero ad una Patria italiana libera e indipendente.
Nei combattimenti che si protrassero a lungo e che furono condotti da ambo le parti con particolare accanimento persero la vita giovani illustri che per il loro eroismo divennero figure leggendarie del nostro "gota" risorgimentale (Tra i tanti il Relatore ricorda Goffredo Mameli, Luciano Manara, Daverio, Morosini, Enrico Dandolo, Angelo Masina il prode comandante dei " lancieri della morte") ed insieme ad essi una moltitudine di altri giovani e meno giovani di cui la storia non ha tramandato i nome, ma altrettanto meritevoli della gratitudine della Patria Italia che concorsero a realizzare con il loro sacrificio.
Nel richiamare questi eventi il Relatore non ha mancato di citare la nostra città nel cui porto avvenne l'incontrastato sbarco del Corpo di Spedizione francese e due personaggi in qualche modo legati ad essa.
Il primo ad essere citato è stato l'eroico Giacinto Bruzzesi, nato a Cerveteri, ma vissuto per lungo tempo a Civitavecchia che dopo aver militato e combattuto nella 1^ Guerra d'Indipendenza (1848) nei ranghi della legione romana inviata da papa Pio IX° in rinforzo dell'Esercito piemontese si arruolò nella Guardia Nazionale della Repubblica Romana con la quale combatté tanto eroicamente da meritare una medaglia d'oro. Successivamente nel 1860 partecipò alla spedizione dei Mille in Sicilia, nel 1862 sempre con Garibaldi partecipò al tragico scontro dell'Aspromonte e nel 1866 ebbe l'onore di comandare un reggimento del corpo dei volontari italiani di Garibaldi.
Per secondo è stato menzionato un protagonista meno eroico; un tal Michele Mannucci, Preside di Civitavecchia (carica comparabile a quella dell'attuale Prefetto) che non volle o forse non seppe o più verosimilmente non poté opporsi allo sbarco dei francesi nel porto (difeso da 120 cannoni con 60 artiglieri (!) e 700 soldati) come sarebbe stato suo dovere.
Ironia della sorte fu successivamente arrestato per ordine del Generale Oudinot quando fu accertato che egli manteneva contatti con il Triunvirato della Repubblica Romana.
Il Segretario
Pierluigi Saladini
Civitavecchia , 22 giugno 2010
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