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CIOFI IANNITELLI CONFERENZA di sabato 19 giugno 2010 PDF Stampa E-mail
 

 

"La Repubblica Romana e lo sbarco dei Francesi a Civitavecchia"

Relatore: Dott. Angelo CIOFI IANNITELLI

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Interessante relazione quella svolta il 19 giugno u.s.  dal Dott. .CIOFI IANNITELLI nel consueto sabato culturale  dell'Associazione "Il Conservatorio"  e particolarmente  centrato il tema scelto  che rientra nell'alveo dei molti incontri programmati dalla nostra Associazione per celebrare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia.   Coadiuvato dalla proiezione di una serie di ottime illustrazioni il Relatore  ha introdotto l'argomento evidenziando come  la nascita  e l'eroica difesa della Repubblica Romana del 1849  abbia rappresentato il punto più alto della nostra epopea risorgimentale.

Alla sua costituzione concorsero infatti  i più illustri patrioti come Mazzini, Saffi e Armellini che ne ebbero il governo (triunvirato) e a difenderla in armi accorse  il fior fiore della gioventù italiana e non solo italiana (legione polacca) che riuscì  validamente a contrastare lo strapotere delle truppe francesi al comando del Generare Oudinot  inviate da una Francia che paradossalmente prevedeva nell'articolo 5 della sua Costituzione  di rispettare le altre nazionalità e di non usare la sua potenza militare contro la libertà di un popolo.

Per i difensori della Repubblica la  lotta fu consapevolmente impari e senza alcuna speranza di vittoria, ma il loro eroismo suscitò l'ammirazione degli stessi avversari e soprattutto dimostrò al mondo quanto essi anelassero ad una Patria italiana libera  e indipendente.

Nei combattimenti  che si protrassero a lungo e che furono condotti da ambo le parti con particolare accanimento persero la vita  giovani illustri  che  per il loro eroismo divennero figure leggendarie del nostro "gota"  risorgimentale (Tra i tanti il Relatore ricorda  Goffredo Mameli, Luciano Manara, Daverio, Morosini, Enrico Dandolo, Angelo Masina il prode comandante dei " lancieri della morte") ed insieme ad essi  una moltitudine di altri giovani e meno giovani  di cui la storia non ha tramandato i nome, ma altrettanto meritevoli della gratitudine della Patria Italia che concorsero a realizzare con il loro sacrificio.

Nel richiamare questi eventi  il Relatore non ha mancato di citare la nostra città nel cui porto avvenne l'incontrastato sbarco del Corpo di Spedizione francese  e  due personaggi in qualche modo legati ad essa.

Il primo ad essere citato è stato  l'eroico Giacinto Bruzzesi, nato a Cerveteri, ma vissuto per lungo tempo a Civitavecchia  che  dopo aver militato e combattuto nella 1^ Guerra d'Indipendenza (1848) nei ranghi della legione romana inviata da papa Pio IX° in rinforzo dell'Esercito piemontese si arruolò nella Guardia Nazionale della Repubblica Romana con la quale   combatté tanto eroicamente  da meritare una medaglia d'oro.  Successivamente  nel 1860  partecipò alla spedizione dei Mille in Sicilia, nel 1862 sempre con Garibaldi partecipò al tragico scontro dell'Aspromonte e  nel 1866 ebbe l'onore di comandare un reggimento  del corpo dei volontari italiani di Garibaldi.

Per secondo è stato menzionato  un protagonista meno eroico; un tal Michele Mannucci, Preside di Civitavecchia (carica comparabile a quella dell'attuale Prefetto)  che non volle o forse non seppe o più verosimilmente non poté opporsi allo sbarco dei francesi nel porto (difeso da 120 cannoni con 60 artiglieri (!) e 700 soldati) come sarebbe stato suo dovere.  

Ironia della sorte fu successivamente  arrestato per ordine del Generale Oudinot quando fu accertato che egli manteneva  contatti con il Triunvirato della Repubblica Romana.

 

                                       Il Segretario

                                                                              Pierluigi Saladini

Civitavecchia , 22 giugno  2010

 
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