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CONFERENZA DI SABATO 10 LUGLIO 2010
"I volti di Dio nell'Arte" - dall'arte paleocristiana al romanticismo
Relatrice: Marinella FERRARI
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Impegnativa conversazione quella tenuta nella sala conferenze dell'Associazione dalla giovane Socia Marinella Ferrari sia per la difficile trattazione del particolare tema scelto (i volti di Dio nell'arte) sia per l'ampiezza del periodo preso in considerazione e cioè 18 secoli di storia "dall'arte paleocristiana al romanticismo"..
A premessa del percorso artistico che ha preannunciato di voler illustrare la relatrice ha evidenziato che il divieto per la religione ebraica di raffigurare "il volto di Dio " non solo ha condizionato l'arte del popolo ebreo, ma anche una parte consistente dei primi cristiani i cui maestri pittori sono stati indotti talora a limitare nelle loro opere la presenza di Dio alle Sue sole mani o a simboli come nel " Il passaggio del mar Rosso". Solo più tardi, "superato l'iniziale timore" si è passati ad una rappresentazione della figura completa anche se limitatamente alle opere a carattere didattico/religioso. Vedasi, per tale aspetto, la storia di Mosé nella chiesa di San Vitale a Ravenna ed il ciclo didattico illustrativo nel duomo di Monreale destinato a rieducare il popolo siciliano alla religione cristiana dopo secoli di dominio islamico.
Problema quello della raffigurazione di Dio che tra l'altro ha originato così gravi difficoltà d'ordine politico ed organizzativo alla chiesa primitiva da rendere persino impossibile l'opportuna armonizzazione delle sue varie anime. Difficoltà che i vari Concili ecumenici (al 1° dei quali ha partecipato Costantino, in veste di vescovo esterno, a Nicea nel 325) anziché appianare hanno talora esasperato sino a provocare una insanabile frattura tra chiesa occidentale e orientale e finanche sanguinose lotte.
Procedendo sul percorso prefissatosi la relatrice è poi passata ad illustrare - dando prova di una conoscenza ampia e profonda della materia- le tante opere che hanno raffigurato il volto di Dio neI vari periodi storici ed artistici nell' Europa occidentale ed in quella del nord investita dalla Riforma di Lutero.
Dunque la visione di interessanti immagini che qui di seguito soni in parte richiamate :
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- raffigurazione del Buon pastore del II° sec.d.C. custodita nel museo Lateranense in Roma e l'analoga risalente al III° d.C. della catacomba di San Callisto a Roma;
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- il sacello di S. Zenone (IX° sec.) nella Basilica di S. Prassede a Roma;
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- Il Dio Creatore di Donatello che abbraccia Eva che esce dal corpo di Adamo (1405 o 1407 ) visibile al museo dell'Opera del Duomo a Firenze;
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- Il Dio che partecipa alla creazione che arricchisce il portale della chiesa di San Zeno a Verona del maestro Niccolo (XII° sec.);
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- L'Altare di Grabow, datato al 1379 e montato nel 1383 con il Dio delle rappresentazioni "fumettistiche" della cultura didattica del nord Europa;
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- Il Dio del Perugino al di sopra di un gruppo di Sibille in una rappresentazione che mescola il sacro ed il profano 1496 ( Collegio del Cambio a Perugia);
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- Il Dio che lavora nel tempo degli uomini della creazione di Michelangelo dipinto nella volta della Cappella Sistina (1508-1512)
Civitavecchia,10 luglio 2010
Il Segretario
Pierluigi Saladini
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